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Bilanci 2016

Bilanci 2016

Il restyling dei bilanci entra in azienda dal 2016
Pubblichiamo un estratto dell’editoriale di Franco Roscini Vitali, pubblicato sul numero 9 di Norme&Tributi Mese, da domani in edicola in vendita abbinata con Il Sole 24 Ore
Non una rivoluzione contabile ma sicuramente un insieme di novità rilevanti nel Codice civile. Il decreto legislativo 139 del 18 agosto 2015, che recepisce la direttiva 34/2013, è il secondo intervento di attuazione di norme comunitarie sui bilanci da parte del nostro Paese.
Il primo è avvenuto con il decreto legislativo 127/1991, di recepimento delle direttive quarta e settima in materia di bilanci di esercizio e consolidati, ora abrogate dalla direttiva 34/2013, fatto che conferma la novità dell’impianto normativo comunitario.
Rispetto alla situazione di ventiquattro anni fa, tuttavia, quella attuale, anche se meno dirompente, è per molti aspetti più delicata: infatti, il decreto del 1991 aveva previsto il differimento al 1993 dell’applicazione delle nuove norme, concedendo quasi due anni di tempo a imprese, professionisti, revisori e mondo finanziario per approfondire le novità.
Oggi lo scenario è diverso, anche perché imprese e professionisti sono tecnicamente cresciuti e la conoscenza delle norme del Codice civile e delle disposizioni operative, costituite dai principi contabili, è di buon livello: infatti, nel confronto con la situazione precedente, non si deve dimenticare che negli anni novanta la diffusione e la conoscenza dei principi contabili erano limitate.
Tuttavia oggi è più breve, rispetto alla situazione del 1991, il tempo a disposizione per studiare e assimilare le nuove norme, che si applicano già a partire dai bilanci che hanno inizio dal 1° gennaio 2016. Pertanto, tutti i soggetti interessati, a qualsiasi titolo, alla redazione dei bilanci devono fare un notevole sforzo in termini di aggiornamento e assimilazione dei nuovi articoli contenuti nel Codice civile e, per il bilancio consolidato, nel decreto 127/1991.
Le nuove disposizioni non interessano soltanto le imprese e i soggetti che ruotano intorno a esse (sindaci e revisori in primis) ma riguardano, per esempio, anche le banche i cui funzionari dovranno imparare a “leggere” i nuovi bilanci, rendiconto finanziario compreso, per capire lo stato di salute delle imprese. Anche le software house devono comprendere tempestivamente la portata delle novità per poi tradurle nei programmi di contabilità che le imprese adotteranno.
Il piano dei conti
Una volta apprese le novità, seppur nelle linee essenziali, una delle prime incombenze sarà la predisposizione del piano dei conti, anche per evitare alcune situazioni verificatesi nel 1991 con il recepimento delle direttive abrogate. A quel tempo, molte imprese non avevano adeguato tempestivamente i piani dei conti, affidandosi poi in sede di redazione dei bilanci a improbabili software che convertivano i dati contabili nel “bilancio Cee”, com’era chiamato allora: errori e tempi dilatati di redazione dei bilanci furono inevitabili.
Se le imprese non provvederanno ad aggiornare per tempo le procedure, nel 2017, in sede di chiusura del bilancio 2016, ci sarà certamente qualcuno che invocherà l’utilizzo dei maggiori termini di approvazione del bilancio che, nella generalità dei casi, dovrà essere evitato.
Il principio contabile Oic 11, relativo ai principi generali di redazione del bilancio, precisa che il postulato della conformità del procedimento di formazione del bilancio ai principi contabili impone l’applicazione di metodi di registrazione dei fatti aziendali coordinati in un sistema di scritture e la scelta di precisi criteri contabili. Il bilancio non è un procedimento di creazione di nuovi dati, perché la sua predisposizione avviene già in fase di rilevazione dei fatti amministrativi.
Pertanto, la predisposizione di un adeguato piano dei conti, che deve essere utilizzato dal 1°gennaio 2016, è il primo passo indispensabile per gestire correttamente la contabilità, evitare errori e arrivare in tempi rapidi alla redazione del bilancio. Per fare qualche esempio, nel piano dei conti devono essere previsti appositi sottoconti intestati alle imprese consociate: non è ipotizzabile, in particolare nelle situazioni complesse, pensare di “recuperare” a fine 2016 tali informazioni. Lo stesso discorso vale con riferimento ai conti relativi alla contabilizzazione dei derivati, mentre nei conti relativi alle immobilizzazioni immateriali deve essere eliminato quello relativo alle spese di pubblicità, non più capitalizzabili dal 2016.
Le novità nella redazione
Tra i conti economici intestati a ricavi, proventi, costi e oneri, devono essere eliminati quelli relativi alla parte straordinaria, che è stata abrogata, e aggiunti quelli relativi alle operazioni con le imprese consociate e ai derivati. Un altro esempio è costituito dal rendiconto finanziario, la cui redazione è obbligatoria per le società di maggiori dimensioni e l’articolo 2425-ter del Codice civile prevede il confronto con l’esercizio precedente. Pertanto, si può suggerire di redigere il rendiconto già con riferimento all’esercizio 2015, applicando il principio contabile Oic 10, evitando così di doverlo redigere nel 2016 anche con riferimento all’esercizio precedente.
L’aiuto dei principi contabili
Ovviamente, l’applicazione delle nuove disposizioni richiede l’ausilio dei principi contabili che devono fornire le necessarie regole tecniche indispensabili per applicare quelle giuridiche. Proprio per questo, l’articolo 12, comma 3, del Dlgs 139/2015 prevede che l’Organismo italiano di contabilità (Oic) aggiorni i principi contabili nazionali sulla base delle disposizioni contenute nel decreto legislativo e delle conseguenti modifiche apportate al Codice civile e al Dlgs 127/1991. La norma menziona l’articolo 9-bis del Dlgs 38/2005 e la relazione ricorda che questo decreto riconosce nell’Oic il soggetto istituzionalmente preposto a fornire supporto sia al Parlamento sia agli organi governativi nel processo di formazione della normativa e della regolamentazione contabile, compresa l’elaborazione dei principi contabili.
La relazione precisa che i principi contabili saranno di particolare utilità con riferimento alla prima applicazione delle nuove disposizioni. Inoltre, ai principi contabili occorrerà fare riferimento per la declinazione pratica, compresa la descrizione delle possibili casistiche, di alcune norme di carattere generale riferite, ad esempio, ai principi di rilevanza e della sostanza economica: medesimo discorso per l’applicazione di aspetti specifici di carattere tecnico riguardanti, per esempio, operazioni di copertura, costo ammortizzato e attualizzazione. Tuttavia, alcune incombenze non richiedono particolari spiegazioni: è il caso della predisposizione del piano dei conti che sarà utilizzato dal 1° gennaio 2016.
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