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Il Sole 24 Ore

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Riscossione. Equitalia attingerà gli indirizzi dal database Ini gestito dal ministeroCartelle esattoriali via Pec per 6 milioni di partite IvaromaCartelle esattoriali via posta elettronica certificata per circa 6 milioni di partite Iva. A tanto ammonta il database Ini-Pec (gestito dal Mise) e da cui Equitalia già da ieri, 1° giugno, può attingere per l’invio elettronico e non più su carta di possibili atti e cartelle esattoriali. I primi recapiti elettronici arriveranno comunque per la seconda metà del mese di giugno. Per un milione 250mila Pec depositate presso gli ordini professionali e 4 milioni 650mila indirizzi di posta certificata intestati alle imprese, la nuova via della notifica elettronica sarà obbligatoria, così come prevede l’articolo 14 del decreto attuativo della delega fiscale sulla riscossione (Dlgs 159/2015). Farà sempre fede l’indirizzo riportato nell’indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata, come detto Ini-Pec. Se questo non risulterà valido e attivo, la notifica dell’atto avverrà presso gli uffici della Camera di commercio competente per territorio. A questo seguiranno sia la pubblicazione dell’avviso sul sito informatico della stessa Camera di commercio, sia l’invio da parte di Equitalia di una raccomandata al contribuente per comunicargli l’avvenuta pubblicazione. Stessa procedura di avviso nel caso in cui la casella di posta elettronica sia satura. In questo caso, l’invio telematico dovrà essere tentato almeno due volte a distanza di 15 giorni tra un invio e l’altro. La poca manutenzione delle Pec, per altro, potrebbe rappresentare uno dei principali problemi al pieno utilizzo della nuova procedura. Che per Equitalia rappresenta, tra l’altro, una voce importate tra i tagli di spesa. Nel 2015, quando ancora la Pec non era obbligatoria le notifiche “elettroniche” utilizzate comunque da Equitalia e andate a buon fine sono state un milione 528mila, ma almeno un altro 40% è tornato indietro proprio perché le Pec indicate erano sature o non manotenute dai contribuenti. L’invio a mezzo Pec potrà essere richiesto anche dalle persone fisiche intestatarie di email certificata, che potranno così dire addio alle raccomandate cartacee spesso inseguite negli uffici postali o nelle case comunali. Intanto Equitalia ha nominato i vertici della nuova società “Equitalia servizi di riscossione Spa” che sarà operativa dal 1° luglio e andrà a sostituire gli attuali tre agenti della riscossione Equitalia Nord, Centro e Sud. L’assemblea dei soci ha nominato presidente del nuovo organo Giuseppe Telesca (direttore centrale delle Entrate), vicepresidente Maria Grazia Sampietro (direttore centrale dell’Inps) e il consigliere Francesco Vasta (funzionario delle Entrate). Il nuovo cda, che rimarrà in carica nel triennio 2016-2018, ha successivamente nominato direttore generale Adelfio Moretti, attuale direttore riscossione di Equitalia Spa, con decorrenza dal 1° giugno 2016. Per uan nuova Equitalia che arriva ce ne è comunque una che il Movimento 5 Stelle vuole rottamare. Ieri alla Camera i 5Stelle hanno presentato due proposte di legge per abolire Equitalia e procedere a una riscossione equa. Con un principio cardine, ha spiegato il pentastellato Carlo Sibilia: «Chi sbaglia paga. Se arriva una cartella pazza chi l’ha inviata deve pagare i danni».Si tratta di un vero e proprio piano “Anti Equitalia” quello presentato ieri dai 5 Stelle che si muove su più fronti. In prima battuta l’ente della riscossione dovrà essere riassorbito dall’agenzia delle Entrate. Il tutto senza ripercussioni sui dipendenti, ha assicurato la vicecapogruppo di turno Laura Castelli: «I dipendenti dovranno affrontare un concorso pubblico per essere riassunti con contratto pubblico (il 50% dei posti sarebbe assicurato ai dipendenti Equitalia)», mentre sul fronte locale il recupero dei crediti dei municipi, secondo Sibilia «dovrà essere internalizzato dai Comuni». Sul territorio i 5 Stelle mirano a realizzare nel 2016 un punto “Sos AntiEquitalia” in tutte le regioni. Oggi ne esistono 11 e hanno assistito gratuitamente oltre 1.000 contribuenti. © RIPRODUZIONE RISERVATAMarco Mobili

Sorgente: Il Sole 24 Ore

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